Jacopo Nicolò Craighero (Jakob Nicolaus von Craigher)

(Ligosullo 11 dicembre 1797 - Cormons 17 maggio 1855)

Nacque a Ligosullo il 17 dicembre 1797. Emigrò dodicenne prima a Pest poi a Vienna per imparare il mestiere di commerciante. A Vienna, dove si trasferì nel 1820, trovò l'ambiente più favorevole per dare sfogo alle sue eccellenti capacità sia commerciali che letterarie.
Nel 1825 uscì una sua opera poetica "Sensazioni" ed altre composizioni in vari numeri del Wiener Zeitung. Nel 1828, con lo pseudonimo "Nicolaus", pubblicò una raccolta di poesie intitolata "Meditazioni poetiche" con una prefazione e una introduzione poetica di Friedrich von Schlegel, massimo esponente della scuola romantica tedesca. Queste poesie furono recensite in Italia dal grande patriota e insigne letterato Carlo Cattaneo.

Craigher diventò amico dello stesso von Schlegel, del pittore Ludwig von Schnorr, del musicista Franz Schubert, suo coetaneo, e di altri esponenti del mondo culturale viennese. Condividendo con gli amici l'interesse per le letterature europee, Jacopo forniva a Schubert delle traduzioni fedeli di poesie di classici inglesi, spagnoli, francesi e italiani perché potesse musicarle e pubblicarle col testo originale.
Schubert musicò anche due poesie di Craigher: "La nostalgia del becchino", "La giovane suora" e, dalle traduzioni, "Il bambino cieco" dell'inglese Colley Cibber. Questi Lieder sono tra quelli che occupano una posizione preminente nell'opera di Schubert. "La giovane suora", definita "una Ballata in cui la modulazione al maggiore ci porta in un'atmosfera devota, risonante alla fine nel pio rintocco di una piccola campana", è tra i Lieder che hanno raggiunto la celebrità. Venne cantata per la prima volta con grande successo dalla contemporanea cantante schubertiana Sofia Miller.

Il musicologo Alfred Einstein, cugino del più famoso Albert, afferma che i rapporti amichevoli con il poeta Craigher ebbero per Schubert una notevole importanza.

Nel 1835 Jacopo abbandonò Vienna e si trasferì a Trieste dove continuò la sua attività commerciale e si inserì nell’ambiente culturale cittadino partecipando attivamente alle sue iniziative. In una rivista culturale triestina si legge: "Ne scrive il Caprin (Tempi andati, 1891) "La protezione accordata da alcuni mecenati alle opere dell'ingegno, le collezioni di quadri moderni che cominciavano a formarsi per effetto della gara provocata da Salomone Parente, le mostre o i saggi di pittura promossi molti anni prima da Domenico Rossetti ... fecero sorgere l'idea di una esposizione di Belle Arti, bandita siccome un mezzo educativo da Francesco Dall'Ongaro, nell'agosto 1838, mentre proponeva col giornale la società filotecnica, che riuscì a fondare assieme con Jacopo Nicolò Craighero ed altre danarose persone". Poi la stessa pagina 48 della rivista continua: "La Società di Belle Arti in Trieste si costituisce nel 1840 mediante l'apporto finanziario di alcuni facoltosi commercianti: Nicolò Craighero, Cristo Ranieri, Haines, lo scozzese Carrey, il conte Waldstein, tutti membri del consiglio direttivo e amministrativo".

Verso il 1839 Jacopo nella sua proprietà di Valdajer riadattò per la prima volta il vecchio castello, ricavandone una graziosa dimora in stile neogotico.
Nel marzo 1843 fece un viaggio in Oriente che durò più di un mese e che lo portò ad Atene, al Cairo e in Terra Santa. Nel viaggio di ritorno visitò Costantinopoli, Malta e la Sicilia. Ne trasse un libro poeticamente ispirato che intitolò "Memorie dall'Oriente" edito da Farvanger di Trieste nel 1847.

Jacopo Nicolò Craigher ebbe numerose onorificenze e cariche prestigiose. Fu anche membro della "Società Africana" di Parigi e vicepresidente onorario della "Società Universale per l'Incremento delle Arti e dell'Industria" di Londra. Fu definito dal Bassi "onore della Carnia".
Morì durante un soggiorno per convalescenza a Cormons il 17 maggio 1855.

Martedì, 03 Gennaio 2017