Moro

Cognome che gode di una grandissima diffusione e dell'evidente significato di "persona dalla carnagione scura" o "dai capelli neri".

L’esistenza della famiglia Moro è documentata a Ligosullo, suo luogo di origine, fin dalla fine del XIV secolo. Infatti fin dai primissimi anni del 1400 ne ritroviamo un esponente in un atto notarile del presbitero Stefano quondam Francesco da Resiutta, vicario di San Daniele di Paluzza. In tale manoscritto appaiono come testimoni Iacobus filius Mori et Iacobus quondam Murucutti de Ligosulo. Tutti i Moro presenti qui in Carnia hanno un antenato comune rintracciabile proprio in questa famiglia di cui grazie al documento possiamo ricordarne alcuni esponenti.

La famiglia Moro di Ligosullo è stata protagonista di una importante vicenda storica ed economica che ne mette in luce l’intraprendenza e la volontà di costruirsi un avvenire migliore anche lontano dal paese d’origine. Infatti nel ‘700, qui in Carnia, nel settore tessile non c’era spazio per ulteriori attività imprenditoriali oltre a quella già affermata dell’impresa Jacopo Linussio. Consci della realtà locale e decisi a valorizzare e mettere in pratica le loro doti e competenze nella fabbricazione di stoffe, i due fratelli Cristoforo e Giovanni emigrarono in Austria nel 1779 e nel 1784 in Carinzia aprirono una fabbrica che divenne il volano dell’industria tessile austriaca. Successivamente la fabbrica venne trasferita da Klagenfurt a Viktring e ciò comportò anche il passaggio della produzione ad un livello propriamente industriale. La loro importanza fu tale che l’imperatore Francesco Giuseppe diede alla famiglia vari riconoscimenti nobiliari.

La vicenda dei fratelli Moro è dunque da considerarsi testimonianza emblematica e significativa della capacità imprenditoriale della gente carnica. Il padre dei fratelli Moro si chiamava Andrea (1700 – 1779) ed in Austria si conserva ancora, a testimonianza delle glorie passate, un suo ritratto, uno della moglie Domenica Morocutti (1719 – 1791) e vari oggetti portati dal paese natale.

Se prendiamo in considerazione Ligosullo nel 1600, oltre il 50% della popolazione portava il cognome Moro. Curiosando negli atti di matrimonio celebrati a Ligosullo verso la metà del ‘600, troviamo un certo Agostino Moro da Cueste nato nel 1627, che prende in moglie nel 1651 Orsola Cortolezzis. Quattro anni dopo il matrimonio, Agostino e Orsola si trasferiscono a Treppo, dando così vita ai Moro del nostro paese. Allo stesso modo i Moro che dagli inizi del ‘700 abitavano a Sutrio e a Priola sono i discendenti di Pietro Moro che verso il 1660 da Ligosullo si stabilì a Sutrio. I Moro sono scesi a Paluzza in più ondate soprattutto nei secoli XV e XVI e hanno colà dato vita ad una delle più numerose e facoltose famiglie del luogo; possedevano la malga Promosio, Pal Piccolo, Pal Grande, la Valentina in Austria, Aip di Cleulis, parte della malga Fontanafredda e Ramaciâs.

Non è dunque azzardato affermare che il secolo XVII fu il secolo dei Moro a Paluzza. Le buone possibilità finanziarie della famiglia sono evidenziate anche dal fatto che essa riuscì a dare dei sacerdoti alla chiesa; infatti il parroco Domenico di Paluzza proveniva da questa famiglia.

Anche i Moro che troviamo a Tolmezzo vengono da Ligosullo perché sono i discendenti dei Moro di Paluzza. Oggi il ramo dei Moro di Paluzza è scomparso completamente e alcuni discendenti vivono ancora nel capoluogo carnico.

Martedì, 27 Dicembre 2016 - Ultima modifica: Domenica, 01 Gennaio 2017